“C’è un momento, quando superi i 30 e non sei sposata, in cui smetti di essere una persona e diventi un progetto di famiglia. Fino a 28 anni sei “indipendente”, a 30 sei “selettiva”, a 34 sei ufficialmente un caso umano da risolvere prima che qualcuno accenda un cero per la tua anima. Non importa che tu lavori, paghi bollette, abbia una vita, delle amicizie, dei pensieri complessi: per certa gente, tra cui mia zia Germana di cui vi mando la chat, se sei single, sei un appartamento bello ma ancora “da sistemare”. E da quel momento parte il delirio. Ogni pranzo, ogni matrimonio, ogni funerale diventa l’occasione perfetta per ricordarti che da qualche parte esiste sicuramente un uomo “bravo”, “serio”, “pulito”, che aspetta solo te. E tu ti ritrovi a schivare proposte come se stessi disinnescando ordigni, con persone convintissime di farti un favore mentre in pratica ti stanno organizzando una svendita sentimentale. Il problema è che più sei tranquilla da sola, più loro si agitano: la tua serenità, evidentemente, rovina tutta la loro teoria! Rebecca.”
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