“La mia ragazza vuole che indossi una canottiera con le protesi maschili per i muscoli, al matrimonio di una sua amica. Il motivo? Le sembro un albero secco. Non le piaccio. Non sono abbastanza per lei. Ho avuto una conversazione dalla quale sono uscito frastornato, confuso, e deluso. Deluso da me stesso per non essere all’altezza, ancora una volta, deluso dalla mia ragazza che dimostra la sensibilità di un bastone di legno. Mi reputo magro, non sono uno da palestra. Non riesco. Non mi piace. Non so cosa pensare. Anzi cerco di non pensare. Perché tutti i miei pensieri si sono sintonizzati su radio paranoia. Mi sento nella testa un campanello d’allarme, un misto di tristezza, ansia e delusione. E angoscia, sì. Mi sento umiliato come uomo, in una società che chiede standard di bellezza sempre più alti e costosi. Ma io non sono così. Io riesco a essere solo me stesso. O magari sono io che sono scemo e la mia ragazza ha ragione. Devo indossare questa camicia per farla contenta? Forse mi permetterebbe il quieto vivere, mi permetterebbe di essere alla sua altezza davanti agli altri.”
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