“Mia moglie ha un problema di ritardi per raggiungere il luogo di lavoro, ma no vuole fare la cosa più semplice e ovvia per risolvere tutto.
Ciao pagina di spunte, chi vi scrive è un marito che non ne può più di tornare la sera a casa, dopo una massacrante giornata di lavoro (o nottata, che faccio i turni) e sentire le tediose lamentele della moglie. Lamentele stupide, perché altro non sono dei piccoli problemi logistici che solo lei ha e perché non è pragmatica (mi verrebbe da dire stupida, ma sorvoliamo). Lei lavora in città e io in provincia. E la casa che ho ereditato da mio zio è esattamente a metà dei nostri luoghi di lavoro. Una frazione piccola e verde e tranquilla a 15 minuti dai nostri “uffici”. Ovvio però che non ci sono mezzi pubblici a iosa. Lei lo sapeva ma non se ne preoccupò allora. Perché pensava… E ora invece vorrebbe “risolvere” tutto con l’accetta. Una scriteriata totale. Prima la licenziano è meglio è. Questo ormai sono arrivato a pensare, vedete in che condizione sto…”
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