“Mi chiedo se ci sia qualcosa di peggio di sentirsi un ripiego, un “quasi”. Stiamo insieme da mesi, ma ufficialmente non lo siamo. Non viviamo insieme, non ci presentiamo come coppia, non facciamo piani, quindi niente di niente. Quando gli ho chiesto di chiarire, mi ha risposto con la solita frase: “Lascia scorrere, non serve dare nomi alle cose, vivitela così come viene.” Poi è arrivato quel weekend. Doveva essere con gli amici, una scusa innocente come tante altre volte e io che ci credevo. Finché una foto, una sola, mi ha fatto capire tutto. C’era anche lei, ovviamente. Quella con cui scriveva prima di me. Mi ha detto che non era niente, che “non avevamo mai detto di stare insieme”, con la scusa pronta. E forse ha ragione lui: non eravamo ufficiali. Solo che, quando ami qualcuno, lo sei anche senza dirlo. Così ho deciso di provare il suo gioco. Nessun dramma, nessuna scenata. Solo una proposta: se non siamo niente, allora siamo liberi. E vediamo chi dei due saprà davvero reggere questa libertà.”

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