“Sono diventata mamma a diciassette anni e mi sono sposata a diciotto. Praticamente sono passata dall’essere una ragazzina ad avere una famiglia da mandare avanti senza nemmeno accorgermene.
Da lì in poi ho sempre lavorato e mi sono sempre occupata di qualcuno. Dei figli, di mio marito, dei miei genitori, dei parenti quando avevano bisogno. In famiglia sono sempre stata quella da chiamare quando c’era un problema, quella che trovava una soluzione, che si organizzava, che diceva “va bene, ci penso io”.
Credo che per tanti anni mi sia sembrata semplicemente la cosa giusta da fare. A me nessuno ha mai insegnato che si poteva anche dire di no. Che avere bisogno di riposare non significava essere egoisti. Che prendersi cura di se stessi era importante quanto prendersi cura degli altri.
Ho avuto anche i miei problemi di salute, ma alla fine dovevo essere sempre io quella forte.
Adesso i miei figli sono grandi e vivono per conto loro. Mio marito è più fuori casa che dentro e spesso non so nemmeno dove sia.
E per la prima volta dopo tanti anni mi sono resa conto di una cosa molto semplice: io voglio stare tranquilla.
Voglio una vita in cui non debba essere sempre disponibile per qualcuno.
Ma a quanto pare, questa cosa non sta bene a tutti.
Ecco cosa è successo con mia nipote…
Mi sento in colpa, però. Secondo voi ho sbagliato?”
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