“A ventitré anni pensavo che la mia unica preoccupazione sarebbe stata decidere quale strada intraprendere dopo l’università, non come sopravvivere a nove mesi che mi hanno prosciugato ogni energia. La gravidanza è stata un viaggio brutale, un corpo che cambia troppo in fretta e una mente che fatica a stare al passo con la responsabilità di una vita in arrivo. Accanto a me c’è Riccardo, che tutti chiamano Ricky. Lui ha ventisette anni e quel modo di fare protettivo, quasi eroico, di chi vuole aggiustare tutto con una carezza. Mi è rimasto vicino in ogni momento di crisi, ignorando i miei sbalzi d’umore e la stanchezza che mi spegne il sorriso. Eppure, nonostante il suo affetto costante, mi sento come se camminassi su un filo sottile sopra un abisso di silenzi. Ho imparato a nascondere le mie paure dietro la scusa della giovane età, lasciando che il mondo vedesse solo ciò che voleva vedere. C’è un problema, grave. Una dinamica molto seria intorno alla mia gravidanza e di cui non vi ho parlato e che, alla fine, è esplosa anche con Ricky…”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook