“Ho partorito martedì mattina dopo sedici ore di travaglio estenuante. Mio marito Andrea è stato encomiabile: è rimasto con me ogni secondo e, quando nel pomeriggio ha avuto un calo di zuccheri dopo ore a digiuno, sono stata io stessa a implorarlo di scendere venti minuti nella pizzeria di fronte all’ospedale insieme a sua madre per mangiare un boccone al volo prima del turno di visite. Mia madre Franca, invece, non si è presentata né durante il travaglio né nelle quarantotto ore successive in reparto. Quando finalmente le ho scritto per capire che fine avesse fatto, ha tirato fuori un muro di risentimento: prima ha usato la presenza di mia suocera come alibi per fare l’offesa, poi ha attaccato vigliaccamente Andrea per quella pizza, fino a sputare il vero veleno che si teneva dentro: il fatto che abbiamo chiamato nostro figlio come il padre di Andrea e non come mio padre.”

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