“Mi chiamo Laura, ho trentadue anni e vivo negli Stati Uniti da tre anni. Non era un piano definitivo, almeno all’inizio. Doveva essere “proviamo e vediamo”. Poi il lavoro è andato avanti, le scadenze si sono sommate, i voli sono diventati sempre più costosi, e tornare è passato da “non questo Natale” a “neanche quello dopo”. Con mia madre ci sentiamo spesso, quasi tutti i giorni. Messaggi brevi, foto del gatto, aggiornamenti pratici. Non litighiamo mai. Forse perché entrambe evitiamo i discorsi che fanno male. Negli ultimi tre anni non abbiamo mai passato il Natale insieme. Ci siamo viste poco, sempre di corsa, sempre contando i giorni. Lei dice che capisce. Io dico che recupereremo. Nessuna delle due insiste davvero. Il 24 dicembre, mentre sono a lavoro come fosse un giorno qualunque, il telefono vibra. È una foto. La tavola di casa. Quella di sempre. Il tavolo è apparecchiato. Piatti, posate, tovaglioli piegati bene. Non ha ancora messo fuori il servizio buono ma so che è perché papà non aveva voglia di frugare nei mobili bassi per tirarli fuori, normalmente è l’unica lite di Natale che non manca mai a casa nostra. Poi noto una cosa: c’è anche il mio posto. Come si dice, la mamma è sempre la mamma? La mia senz’altro…perché anche a un oceano di distanza, mentre faccio tutte le mie cose importanti da vera adulta in carriera parlando un’altra lingua, mi sento subito tornare una bambina piccolissima, avvolta dal profumino del sugo e pronta a farsi coccolare e viziare in mezzo ai regali! Buon Natale, a tutte le mamme (e i papà!) e a tutti i figli e le figlie che, per un motivo o per l’altro, non possono festeggiare insieme alla loro famiglia: anche un Natale a distanza può essere speciale!”
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