“Mi chiamo Paola, ho ventisei anni e sono nata e cresciuta a Napoli. E no, non è solo un dettaglio geografico: è casa, è voce, è famiglia rumorosa la domenica, è parole che escono di pancia prima ancora che dalla testa. Quando mi sono trasferita al nord per lavoro, sapevo che qualcuno avrebbe avuto qualcosa da dire. Non mi ha mai spaventato. Mi spaventava di più l’idea di smettere di essere me stessa. Con Gabriele sto insieme da quasi un anno. Lui è diverso da me: più misurato, più silenzioso.. All’inizio le nostre differenze mi sembravano un equilibrio perfetto. Io fuoco, lui acqua. Io istinto, lui controllo. Pensavo fosse questo l’amore: incontrarsi a metà strada. Stasera c’è la festa di suo fratello. Ci saranno tutti: genitori, zii, amici eccetera. E io, anche se non lo do a vedere, sono agitata. Non per quello che potrebbero pensare di me. Ma per quello che lui potrebbe non dire. Perché quando ami qualcuno, vuoi sentirti scelta. Difesa. Riconosciuta. La nostra chat doveva essere solo organizzativa: orario, regalo, come vestirsi. Invece si è trasformata in qualcosa che non avevo previsto. E a volte basta una frase per capire se la persona accanto a te è pronta a tenerti per mano… o a chiederti di abbassare la voce”
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