“Ciao a tutti, mi chiamo Livio, ho 45 anni e faccio il muratore da quando ne avevo 19. È un lavoro duro, ragazzi. Non è roba per tutti: otto, nove ore sotto il sole a sollevare sacchi di cemento, montare impalcature e posare mattoni. A metà giornata, quando scatta l’ora di pranzo, il mio corpo non chiede cibo, urla pietà. Ho bisogno di sostanza, di energia, di roba che mi permetta di arrivare a sera senza svenire su un muretto a secco. Mia moglie Elisa, però, da qualche mese ha deciso che dobbiamo evolverci. È diventata vegana, iper-salutista, una di quelle che legge le etichette col microscopio e chiama una bistecca cadavere.
Io le ho detto: va bene Eli, ti supporto, mangia quello che vuoi, ma lasciami fuori. Pensavo avessimo un patto. Invece oggi, dopo quattro ore a spaccare pietre sotto un sole che picchiava come un fabbro, ho aperto la mia schiscetta e mi sono trovato davanti a un incubo verde. Niente pasta al forno, niente panino con la coppa, niente di niente. Solo carotine e roba che sembrava cartone pressato. Ha deciso di farmi la guerra nel momento di massima debolezza. Ma non sa che un muratore affamato è un uomo pericoloso, e che la mia vendetta profumerà di costine e salsicce per tutta la vita. Leggete come ha provato a convertirmi a tradimento e come ho deciso di rispondere io, a modo mio.”
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