“Ciao a tutti, mi chiamo Davide, ho 31 anni e ho da poco ritrovato mio padre… nel peggior modo possibile: per strada, malato, a chiedere l’elemosina. Non lo vedevo da quando avevo 17 anni, quindi potete immaginare lo shock.

Per farla breve sono cresciuto in una famiglia che non doveva essere una famiglia. Non scuso né giustifico il suo comportamento, è stato un genitore mediocre in una coppia pessima, ma non è stato nemmeno il “carnefice”. Era la vittima. Nonostante tutto ha sempre provato a fare il papà, infatti gli unici ricordi belli che ho della mia infanzia sono con lui.

Per tutti questi motivi non ho mai smesso di cercarlo.

Mille volte mi sono chiesto che cosa avrei detto o fatto se l’avessi incontrato. L’avrei ribaltato? L’avrei ignorato? Ma in fondo ho sempre saputo che l’avrei aiutato. L’odio, nella vita, non ti porta da nessuna parte. E quando è arrivato il momento di aiutarlo, mi sono fatto avanti. E sinceramente pensavo che la mia ragazza, Elena, mi avrebbe compreso e supportato.

Invece ho trovato un pezzo di ghiaccio pronto a colpire e senza alcuna intenzione di capire. Ma secondo me un conto è la rabbia di seconda mano, quella che giustamente il tuo partner può provare per un torto che ti è stato fatto, l’altro è essere ottusi e convinti di avere ragione a prescindere.

Vi allego la chat… fatemi sapere la vostra.”

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