“Mio padre mi ha chiesto di ospitarlo. Io gli ho risposto di no. Non posso. Non posso entrare in quel tunnel senza fondo che è la vita di mio padre. Mi dispiace.

Mi dispiace per un sacco di cose. Ma ho praticamente imposto al mio cuore di non battere quando interagisco con lui. Mi congelo. Mi impongo di stare sulle mie, di non dargli nessuna confidenza, di non esporre mai il fianco ai suoi colpi. È un attimo che si porta via tutto. È un attimo che non capisci più niente e… ho dei ricordi bruttissimi legati a lui. Da bambina lo adoravo, era il mio papà allegro e giocherellone. Mentre mia mamma era sempre seria e triste, arrabbiata con me, e io non capivo per cosa. Ho cominciato a capire qualcosa quando ero un po’ più grandina, verso i 10 anni. Ma non ci volevo credere, pensavo che la mamma esagerasse, che forse voleva lasciarlo e si inventava le cose, che era gelosa dell’allegria che c’era tra me e papà. Ma mi sbagliavo…”

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