“Quando conosci una ragazza che di nome fa Nicoletta ma tutti la chiamano Nichita non è che ti puoi aspettare la pace. Io invece la trovavo dolcissima. Al nostro primo appuntamento si era presentata con una schiscetta perché mi aveva preparato dei biscotti, così, per prendermi per la gola. Ogni tanto faceva delle domande strane, però io pensavo “che ne so io”.
Non ho mai avuto una relazione che durasse più di un paio di settimane. Io sono fatto così. Se sento che non c’è chimica non prendo in giro nessuna, preferisco stare da solo. E così Nico (o Nichi, come la chiamavo certe volte) sembrava la prima persona a capirmi. Oh trovatemela voi una ragazza che parla di relazioni serie e che non ha voglia di frequentazioni, situazioni, esperimenti… e io sono d’accordo. O stai con una persona o non ci stai, va benissimo lo stesso ma non prendiamoci in giro. Però c’era una cosa che non capivo. Io ho il mio pandino che per me è tipo la mia seconda casa, ma più piccola. E mi va benissimo. Lei continuava a dire che una macchina così non va bene per un adulto perché serve una macchina da chi “pensa già in grande”. Già da lì avrei dovuto farmi qualche domanda ma pensavo “boh, non le piace la Panda, pazienza”. Su qualcosa si può anche essere in disaccordo. Non mi aspettavo che dopo sei mesi mi facesse una “sorpresa” così…”
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