“Quando sei sposata con uno come Paolo, impari a sorridere anche quando dentro ti prudono le mani.

È quello che scherza con tutti, che scrive nei gruppi anche a mezzanotte, quello “simpatico” che manda i meme e organizza le pizze con gli altri genitori.

Un po’ troppo “simpatico”, a volte.

Quel giorno ho visto comparire la notifica sul telefono:

“Non vedo l’ora di scoparti.”

Nome del gruppo: Cena 2B – Genitori e amici.

Subito dopo: “Messaggio eliminato.”

Troppo tardi, Paolo.

Le notifiche non spariscono.

Non era il gruppo scuola con venti persone e la maestra, no.

Era peggio.

Erano i genitori con cui uscivamo la sera, quelli che conoscevano anche nostro figlio, quelli che ci hanno visti ridere insieme al tavolo.

E adesso ridevano di me.

Mi è bastato guardare la foto profilo di Lucia per capire tutto.

Quella risatina in chat, i like sotto ai post, gli sguardi alle cene.

Non servivano più spiegazioni.

Servivano solo otto messaggi, freddi come il suo telefono, per chiudere tutto.”

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