“Ciao a tutti i lettori di Spunte Blu, mi chiamo Emanuele e tra poco mi sposerò con la donna della mia vita. Vi scrivo perché ho bisogno di capire se sono io a vivere su un altro pianeta o se la mia famiglia è rimasta nel Medioevo.
Fin da quando ero un adolescente, ho sempre avuto un’immensa passione per la cura della pelle e per il mondo del make-up. Per me il trucco non è una questione di genere, né ha mai definito chi amo o chi sono: è semplicemente un’arte, un mezzo espressivo, un modo per valorizzarsi e per sentirsi a proprio agio con se stessi. La mia fidanzata ha sempre saputo di questa mia passione e l’ha sempre appoggiata, ovviamente.
In vista del nostro matrimonio, abbiamo deciso di ingaggiare una bravissima make-up artist per curare il look di entrambi. Quando la MUA mi ha inviato la bozza grafica del progetto, ero così entusiasta che, con una buona dose di ingenuità, ho deciso di inoltrarla nel gruppo con la mia famiglia. Non l’avessi mai fatto. Nel giro di cinque minuti è scoppiato un vero e proprio caso di stato. Vi lascio agli screenshot di questa conversazione allucinante, perché mi chiedo come sia possibile nel 2026 distruggere il rapporto con un figlio solo per la paura del giudizio altrui e per una mentalità retrograda.”
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