“Ci sono momenti in cui vorresti solo sparire per un po’, spegnere il telefono e smettere di dover spiegare a tutti perché non sei più quello di prima. Negli ultimi mesi mi è sembrato di camminare con un peso addosso che nessuno vedeva davvero: sorrisi forzati, messaggi lasciati a metà, giornate in cui anche alzarsi dal letto sembrava già una vittoria. Pensavo che almeno lei, Giulia, la mia ragazza, lo capisse. E invece è arrivato quel messaggio:

“Dobbiamo parlare”. Quattro parole che già sapevano di processo, più che di confronto. Io ero pronto a chiedere scusa, a spiegare, magari anche ad ammettere le mie assenze. Ma non ero pronto a scoprire quanto possa diventare piccola l’empatia di qualcuno quando non è più al centro della scena. Certe frasi non fanno rumore quando arrivano: entrano piano, poi ti restano addosso. Quello che mi ha scritto poi dopo mi ha lasciato senza parole. O forse, finalmente, mi ha dato quelle giuste. E lì ho capito chi avevo davanti davvero.

Scusate lo sfogo, ma il periodo che sto vivendo è veramente tosto.”

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