“Ciao SpunteBlu. Mi chiamo Luigi e ho una piccola azienda, con una trentina di dipendenti.

Alcuni mesi fa ho ceduto alle richieste di mia sorella e ho assunto in azienda suo figlio, mio nipote, Mattia. Devo essere sincero: non volevo farlo.. sia perché non trovo giusto assumere una persona solo perché è un parente, sia perché, onestamente, conosco fin troppo bene mio nipote..

Mattia è.. come posso dire.. è un bravo ragazzo, intendiamoci! Non sto dicendo che sia un delinquente o che rubi o cosa, no. Solo che è.. pigro! Inoltre non prende mai sul serio niente di quello che fa: alla fine per lui il lavoro è un hobby, qualcosa da fare controvoglia e soprattutto per via delle pressioni esterne.. che in questo caso si configurano in sua madre che lo pressa perché lavori e non passi il tempo a casa a giocare sui social..

A volte penso che il vero problema di Mattia sia proprio questo: vive ancora come fosse un ragazzino, indifferente alle responsabilità, a tutto.. tranne che all’ira di sua madre!

Comunque mia sorella mi ha chiesto di assumerlo con le lacrime agli occhi e io ho ceduto perché le voglio bene. Ha lavorato? Poco e male, diciamo che ha passato più che altro molto tempo alla macchinetta del caffè. Ma ho portato pazienza. Ieri però ha davvero passato il segno..”

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