“Io e Laura conviviamo da quasi due anni in un appartamento vicino all’università. Lei è la classica attivista tutta vestiti usati, manifestazioni per il clima e discorsi infiniti sul rispetto assoluto di ogni forma di vita. Io ho sempre rispettato le sue idee, ma la mia vera passione fin dall’adolescenza sono i rettili. In camera mia, dentro un terrario professionale con riscaldamento e luci UVB super controllate, tengo un esemplare meraviglioso di Pitone Reale morph Banana, comprato due anni fa a una fiera di settore per 800 euro.

Un animale mansueto, perfettamente legale e tenuto con maniacale cura. Stamattina rientro in casa dopo un esame e trovo la porta della mia stanza spalancata: il terrario è completamente vuoto, pulito e disinfettato. In preda al panico pensando a una fuga, corro in salotto e scopro che Laura ha pensato bene di fare “un’azione dimostrativa”.

Ieri sera, approfittando della mia assenza, ha preso il mio serpente e l’ha rilasciato nella boscaglia del parco pubblico del quartiere per “spezzare le catene della sua prigionia”. Quando la contatto su WhatsApp, non solo non mostra un minimo di rimorso, ma sostiene di aver compiuto un atto di “giustizia antispecista” salvandolo da una vita in gabbia”

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