“Frequentavo Sara (26 anni) da pochi mesi. Lei lavora come infermiera in ospedale e mi vantava sempre i suoi turni favorevoli, i ponti e i weekend liberi garantiti. Tre settimane fa una sua collega infermiera mi ha fermato fuori dal turno spiegandomi per filo e per segno la realtà: in reparto la chiamano tutti la “Divoratrice” perché va a letto con il primario di chirurgia per ottenere corsie preferenziali e orari comodi.

Invece di fare una scenata, ho contattato la moglie del medico (Elena, 42 anni, avvocato) per verificare insieme le date e i turni. Tra me ed Elena è nata subito una complicità e una relazione clandestina di vendetta: siamo andati a letto insieme e abbiamo fatto finta di nulla per giorni, aspettando il momento perfetto per far crollare il loro castello di bugie. Stamattina la trappola è scattata ed Elena si è presentata in ospedale con i documenti del divorzio. Quando Sara mi ha scritto su WhatsApp, ignara di tutto, ha scoperto che i conti erano già stati pareggiati.”

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