“Da quando mio marito non c’è più, crescere mio figlio è diventata la cosa più importante e anche la più difficile della mia vita. Ha 17 anni e ormai è quasi un uomo, anche se a volte mi sembra ancora il ragazzino che cercavo di distrarre nei periodi peggiori. In questi anni ho provato a non fargli mancare niente: scuola, sport, uscite, telefono, vacanze quando potevo, tutto quello che riuscivo a permettermi. Non perché navighi nell’oro, anzi. Lavoro tanto, faccio straordinari quando servono e molte cose per me le rimando senza pensarci troppo. Forse proprio per questo ho sempre avuto paura di dirgli troppi no, come se dopo quello che aveva già perso fosse ingiusto fargli sentire anche altre mancanze. So che a 17 anni si è impulsivi, si pensa agli amici e ci si rende poco conto di quanto costino davvero le cose, quindi ho cercato spesso di chiudere un occhio. Ultimamente, però, mi sono chiesta se non ne abbia chiusi troppi. Tutto è iniziato quando ho trovato sulla mia carta un addebito che non avevo mai autorizzato.”
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