“Amare Melissa è la cosa più facile e, al tempo stesso, più estenuante che mi sia mai capitata. A trentaquattro anni, pensavo di aver capito come funzionasse la vita ovvero fatica, qualche soddisfazione e la ricerca di una persona con cui dividere il carico. Quando la guardo, vedo ancora quella ragazza di ventinove anni capace di illuminare una stanza con un solo sorriso, la donna per cui farei qualunque cosa. Il problema è che quel “qualunque cosa” sta diventando un abisso senza fondo. Melissa non è cattiva, è solo… programmata diversamente. È cresciuta in un mondo dove le nuvole sono fatte di zucchero filato e i conti si pagano con un battito di ciglia, protetta da una famiglia che non le ha mai permesso di conoscere il peso reale del denaro. Non dimenticherò mai quella volta, qualche mese fa, quando tornando dal lavoro mi disse con estrema naturalezza: “Marco, ho visto questo set di valigie artigianali, sono perfette per il weekend a Saint-Moritz che vogliamo fare. Costano solo quanto tre dei tuoi stipendi, un affare!”. Lo disse ridendo, come se parlasse di comprare un pacchetto di gomme. Da lì è stato l’inizio della fine…”

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