“Quando mamma mi ha detto che venerdì l’avrebbero dimessa, le ho chiesto due volte se avesse capito bene. Lei si è messa a ridere e mi ha risposto che aveva ancora le orecchie buone.
Ha cinquantasei anni e fino a qualche mese fa ero io a chiederle di rallentare. Poi è arrivata la diagnosi, il tumore al seno, l’operazione. Da allora, prima di prendere un impegno, controllo sempre se quel giorno ha una visita.
Vederla in ospedale mi ha fatto uno strano effetto. Continuava a chiedermi se avessi mangiato, se stessi lavorando troppo, mentre io cercavo di capire se avesse dolore senza domandarglielo ogni cinque minuti.
Vivo da sola, non ho figli e lavoro da casa. In queste settimane sono riuscita a spostare alcuni appuntamenti per starle vicino. Altri li ho mantenuti, rispondendo alle sue chiamate appena finivo. Mio fratello ha due bambini e ci siamo organizzati come potevamo.
Al telefono mamma mi aveva chiesto un vestito da portarle per uscire. Mi aveva spiegato esattamente dove trovarlo, come se non conoscessi il suo armadio.
Appena abbiamo chiuso, ho scritto a mio fratello. Volevo dargli la notizia e cominciare a sistemare le cose per venerdì. Finalmente avevamo una data da aspettare…
Poi però abbiamo cominciato a discutere. Secondo voi è giusto che sia io a dovermi fare carico di tutto??”
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