“Mi chiamo Carolina. Ho rifiutato un lavoro perché il rispetto per me stessa come professionista vale più di uno stipendio.

In pochi se ne rendono conto, ma quando facciamo un colloquio di lavoro, anche noi candidati stiamo valutando l’azienda che abbiamo di fronte. Anche noi candidati e candidate abbiamo la possibilità di analizzare se l’azienda fa per noi oppure no.

Nel mio caso no, decisamente no. Un’azienda piccola con due founder maschi di 40 anni l’uno. Due amiconi, che si credono spiritosi, che ridacchiano tra loro come due scolaretti delle medie, tra una pernacchia e una battuta sessista. Loro scherzano, poveri. Non si può più dire niente, poveri. Si lamentano i due cuccioli a cui manca del tutto la capacità di discernere, un civile filtro ai pensieri che passano per la testa. Ma loro scherzano, mannaggia, vero bambini, scherzano. Devono dire le loro fregnacce altrimenti piangono. E la freganccia l’hanno detta a me, tra risatine e sguardi ammiccanti. Una donna lo sa com’è uno sguardo ammiccante e fastidioso. Quello sguardo che ti squadra e si posa su parti indesiderate. Sul viso di questi un’espressione allegra, distratta, divertita. Eccomi qui a smerdarli. Questo sistema deve crollare!”

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