“Io ormai certe cose le vedo benissimo, anche se fanno tutti finta di niente.
A parole sono ancora “la nonna”, quella da chiamare ogni tanto, quella a cui fare gli auguri, quella da salutare a Natale. Però nella vita vera sento sempre più distanza. Sempre più fretta. Sempre meno voglia.
E a una certa età queste cose pesano.
Perché io magari sarò anche pesante, come pensano loro, però almeno sono sincera. Non faccio la finta dolce davanti e poi sparisco per mesi.
E sì, il non invito al funerale l’ho fatto apposta.
Perché non voglio gente presente solo nell’ultimo giorno per salvare la faccia davanti ai parenti.
Mio nipote continua a dire che mi aiuta tanto. Che mi ha fatto lo SPID, che mi sistema la televisione, che corre quando ho bisogno. Ed è vero, per carità. Le cose pratiche le fa.
Ma l’affetto non è solo fare due commissioni e poi scappare via.
Natale scorso è rimasto neanche quattro ore prima di correre dalla fidanzata. Al mio compleanno gli auguri alle otto di sera, come se si fosse ricordato all’ultimo. E quando sono caduta, invece di precipitarsi subito, mi ha pure detto di chiamare l’ambulanza da sola.
Sono dettagli magari. Però i dettagli, col tempo, diventano ferite.
E allora sì, ho deciso di fare una lista precisa.
Perché al mio funerale voglio accanto persone che mi abbiano fatto sentire importante davvero. Non persone che fanno il minimo indispensabile e poi pretendono pure il premio di “nipote perfetto”.”
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