“Da qualche mese a casa nostra c’è praticamente un figlio in più. Nicolò, il migliore amico di mio figlio Matteo, è sempre da noi: viene dopo scuola, resta a cena, qualche volta si ferma fino a tardi e in un paio di occasioni ha anche dormito sul divano. All’inizio non ci facevo troppo caso, anzi mi faceva piacere che Matteo avesse un amico così stretto. Però con il tempo ho iniziato a notare che la sua presenza era diventata quasi fissa. Certe sere

Matteo mi scriveva all’ultimo di preparare qualcosa in più, altre volte Nicolò compariva direttamente a casa senza che io sapessi nulla. E lo ammetto: a un certo punto mi sono anche un po’ infastidita. Non perché il ragazzo mi stesse antipatico, assolutamente, ma iniziavo a chiedermi perché fosse sempre lì e perché a casa sua non ci tornasse quasi mai. Così un giorno ho scritto a Matteo per chiedergli, molto semplicemente, se Nicolò sarebbe rimasto di nuovo a cena. Pensavo fosse una domanda normalissima. Invece da quella domanda è venuta fuori una conversazione che mi ha fatto vergognare di alcuni pensieri che avevo avuto.”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”