“Diventare padre è facile. Restarlo un po’ meno. Perché all’inizio basta una foto in sala parto, qualche tutina regalata e la promessa che “ci sarò sempre”. Poi però passano gli anni, cambiano le vite, arrivano divorzi, nuovi compagni, nuovi equilibri. E quel “sempre” diventa prima “quando posso”, poi “quando capita”, poi magari solo un messaggio ogni tanto con scritto come va la scuola?..

Il problema è che i figli crescono lo stesso. Anche senza di te. Crescono con chi li accompagna agli allenamenti, con chi li aiuta a studiare, con chi ascolta i loro drammi alle undici di sera mentre stanno scegliendo cosa fare della loro vita.

E così succede che un giorno ti ricordi che è la festa del papà, e pensi che forse è il momento giusto per recuperare. Un weekend insieme, una chiacchierata seria sull’università, sul futuro, su tutte quelle cose importanti che fanno i padri.

Solo che a volte, mentre tu lasciavi passare il tempo qualcun altro lo stava vivendo! Leggete la mia conversazione con mio padre che oggi ha capito che la festa del papà non lo riguarda..”

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