“Buongiorno, sono un padre e lo ammetto: sono povero e non ho l’affidamento di mio figlio. Per una mozzarella, mia moglie ha deciso di portarmelo via anche per le vacanze. Con mia moglie non abbiamo mantenuto un ottimo rapporto. Ci siamo lasciati quando, una volta perso il lavoro, sono caduto in una forte depressione che lei non è riuscita a reggere. Succede. Ma Tommaso, nostro figlio, è pur sempre il mio bambino. È vero che faccio fatica ad arrivare a fine mese ma questo non significa che non possa essere una buona guida e un padre per il piccolo, tanto che cerco di non fargli mancare assolutamente nulla… ma alla mia ex moglie, questo non basta. Avevo promesso a Tommi qualche giorno di vacanza insieme se faceva il bravo ed è il bambino più bravo del mondo quindi ho fatto il possibile: l’ho portato in una casetta in campagna nel piccolo paesino in Umbria da cui ha origine la mia famiglia, un posto pieno di natura e animali e sicuramente bellissimo. Lì il mio prozio e alcuni amici di famiglia, anche se ormai anziani, hanno fatto di tutto per farlo divertire: fattoria, giretti per i campi, qualche cascatella…insomma, il piccolo si divertiva e ha potuto provare cose nuove. Questo finché sua madre ha deciso di…venire a riprenderlo. Togliermelo anche per questi pochi giorni. Ha fatto leva sull’affidamento e difficilmente posso combattere su questo, ma come faccio se sembra che ogni mio gesto sia un errore? Il crimine, questa volta, è stato un piatto da “povero”. Sufficiente per farmi restare da solo in questa casa. Ancora.”

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