“Salve Spunte Blu, mi chiamo Pietro e sono sposato con mia moglie Simona da diversi anni. Io e mia moglie abbiamo desiderato un figlio da sempre, ma non è mai arrivato. Abbiamo provato e riprovato, le abbiamo sperimentate tutte e finalmente dopo un secolo quando meno ce lo aspettavamo Simona è rimasta incinta. Adesso è al suo terzo mese. Una settimana fa abbiamo fatto un esame non invasivo per capire se il bambino (o bambina) possa essere affetto da qualche patologia e purtroppo dal referto che abbiamo ritirato oggi è venuto fuori che il feto potrebbe essere affetto da sospetta sindrome di Down. L’amniocentesi che Simona vuole fare il prossimo mese ce lo confermerà o meno, ma sicuramente sarà ormai così. Io onestamente non voglio che mia moglie porti avanti la gravidanza di un bambino affetto da sindrome di Down perché questo significherebbe condannare nostro figlio ad una vita da diverso, una vita da infelice, una vita difficile probabilmente da isolato sociale e questa è una responsabilità immensa, una responsabilità enorme troppo grossa che non possiamo addossarci. Condanneremmo lui ad una vita difficile e noi ad un’esistenza altrettanto infelice; mia moglie però non ne vuole sapere, lei vuole tenere il bambino a prescindere dalla sindrome e io ora non so più come uscirne perché questa situazione mi sta facendo soffrire moltissimo e se lei lo tiene ne soffrirò ancora di più, come un cane.”
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