“Mi chiamo Laura, ho 26 anni e finalmente ho avuto la mia vendetta sull’opprimente buio che sono stati gli anni di scuola per me. Alle superiori, ero la classica vittima perfetta: timida, con qualche chilo di troppo, sempre con lo sguardo basso per evitare di incrociare quello dei miei compagni. Tra loro c’era Diego, il re del gruppo, quello che non perdeva occasione per farmi sentire invisibile o, peggio, un bersaglio mobile. Non dimenticherò mai quella volta in cui, senza alcun rispetto, avevano preso una foto che avevo postato in cui ero in piscina con la mia famiglia, l’avevano stampata e poi l’avevano coperta di scritte offensive, tappezzando i corridoi della scuola. Quel trauma credetemi che mi ha accompagnato a lungo, tanto da farmi cambiare scuola e trasformandosi in una guerra silenziosa contro me stessa che ho combattuto tra diete estenuanti, ospedali e insicurezze che mi mangiavano viva. Ma la vita ha uno strano senso dell’umorismo a quanto pare. Oggi sono una donna profondamente diversa: il duro lavoro, la disciplina in palestra e, soprattutto, la consapevolezza del mio valore hanno trasformato quella ragazzina insicura in qualcuno che non ha più paura di guardare nessuno negli occhi. E proprio quando pensavo che quel capitolo fosse chiuso per sempre, Diego è riemerso dal passato tramite un messaggio per una mia foto in cui a quanto pare si era imbattuta. Pensava di avere davanti ancora la vecchia Laura, quella che poteva manipolare o usare per un po’ di divertimento facile e clandestino alle spalle della sua fidanzata. Non aveva fatto i conti con il fatto che, stavolta, le regole le scrivo io. Troppo crudele? Sinceramente, non mi interessa.”

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