“Chi mi conosce sa benissimo che non sono certo il tipo di persona che si lamenta per la presenza di un cane. Proprio per questo, però, la situazione che si è creata mi pesa ancora di più, perché non nasce da un problema con l’animale, ma dal modo assurdo in cui la sta gestendo mia cugina Cinzia. Lei, che è sempre stata un po’ abituata ad avere le cose facili e a fare quello che vuole senza pensarci troppo, ha preso Poldo convinta che bastasse voler bene a un cane per potersene occupare davvero. Secondo me, invece, non aveva minimamente capito cosa significhi assumersi una responsabilità del genere: un animale non è un passatempo, richiede tempo, pazienza, presenza e soprattutto testa. E infatti, dopo l’entusiasmo iniziale, è venuto fuori quello che temevo. Cinzia ha cominciato a mostrarsi svogliata, disorganizzata, incapace di gestire Poldo con continuità. Il problema è che, come sempre, alla fine, per un motivo o per un altro, quello che ci va a finire in mezzo sono sempre io. Solo che stavolta siamo andati davvero troppo oltre.”
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