“Sono ben consapevole di avere degli amici abbastanza strani. Uno vive con i genitori pur avendo un lavoro e una mezza famiglia; uno fa parapendio a suo dire per lavoro, anche se già la cosa fa ridere così, e altri hanno varie stranezze. Ma una cosa è certa: siamo tutte persone per bene, non ci approfittiamo degli altri, non siamo dei cosiddetti “poveracci”. Purtroppo, dopo quello che ho vissuto in questa settimana, non mi sento più di poter dire lo stesso di Giovanni. Non sono mai stato proprio amicissimo di Giovanni ma questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Perché va bene tutto, ma un così elevato livello di bassezza io non l’avevo mai visto. Qualche settimana fa ci invita tutti al suo compleanno dei 30 anni (siamo tutti d’età). Sicuramente un evento importante, ci mancherebbe, non lo metto in dubbio. Il compleanno si sarebbe tenuto ad orario di cena presso un ristorante trattoria molto buono e famoso in zona. Ma c’era una cosa strana. Per questo compleanno è prevista una quota. Rimango confuso, non capisco che intenda, non do i soldi, e pochi giorni prima dell’evento vengo contattato direttamente da Giovanni.”
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