“Quando mi ha chiesto di sposarlo, tutti si aspettavano che dicessi sì.

Era la cosa giusta.

La cosa romantica.

La cosa che si fa quando stai bene con qualcuno.

Io invece ho fatto un’altra cosa.

Ho pensato.

Non all’abito.

Non alla festa.

Non alla foto con l’anello su Instagram.

Ho pensato ai numeri.

Al suo stipendio.

Al contratto a tempo determinato.

Al mutuo appena acceso.

A quanto rimane a fine mese.

A quanto si potrebbe mettere via in dieci anni.

Non è cinismo. È realtà.

L’amore è una parte della vita. Non è la vita intera.

Nel frattempo c’è un altro uomo che mi corteggia.

Non con poesie.

Con stabilità.

Ha un’azienda avviata.

Terreni.

Una casa già pagata.

Nessuna rata che mi sveglia la notte.

Non si tratta di scegliere chi mi fa battere il cuore.

Si tratta di scegliere come voglio vivere.

Io non voglio lottare tutta la vita per arrivare a fine mese.

Non voglio “costruire insieme partendo da zero” se posso partire da cento.

Quando mi sono trovata davanti a lui in ginocchio, ho capito una cosa molto semplice: l’amore è importante.

Ma non abbastanza da rinunciare alla sicurezza.

E io non mi accontento.”

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