“Non capisco perché la gente si scandalizzi così tanto per una Prima Comunione fatta bene.
È un momento importante.
Un passaggio simbolico.
Un ricordo che resta.
Io non sono il tipo da pranzo in trattoria con le bomboniere comprate all’ultimo minuto e le foto fatte con il cellulare dello zio. Se devo fare una cosa, la faccio come si deve. E sì, forse “come si deve” per me non è lo stesso per tutti.
Ho bloccato una villa sulle colline. Giardino curato, piscina a sfioro, sala interna con lampadari in cristallo. Catering selezionato. Fotografo con drone. Abito su misura. Non vedo cosa ci sia di male nel voler rendere speciale una giornata che capita una volta sola.
Qualcuno ha storto il naso per l’invito.
Per la dicitura sulla busta.
Per l’“adeguata all’evento”.
Ma preferisco essere chiara che ipocrita.
Un evento di questo livello ha dei costi. E chi viene deve capire che non è la solita festicciola parrocchiale.
Non è ostentazione.
È standard.
Mia figlia merita il meglio.
E io non ho mai avuto paura di fare le cose in grande.
Se poi qualcuno si sente a disagio… forse non è l’evento sbagliato.
Forse è il pubblico.”
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