“Max si grattava da giorni e all’inizio non ci avevo dato troppo peso. Pensavo a qualche irritazione, magari qualcosa preso al parco. Poi però ho visto che aveva tutta la pelle arrossata e a quel punto ho prenotato dal veterinario.

Alla fine era dermatite. Niente di gravissimo, per fortuna, però tra visita e tutto il resto ho lasciato lì cento euro.

Ecco, cento euro in quel momento per me non erano proprio pochi.

Al ristorante mi avevano appena tagliato delle ore e già prima facevo attenzione a tutto. Tra università, libri, spesa e le solite cose, a fine mese ci arrivavo facendo parecchi conti.

Ovviamente Max l’avrei portato comunque. Su quello non ci pensavo nemmeno. Se sta male, sta male. Però mentre tornavo a casa con lui che annusava ogni singolo albero come se niente fosse, io continuavo a pensare a quei soldi.

A un certo punto ho preso il telefono e ho aperto la chat con papà.

Non mi piace chiedergli soldi, anche perché cerco sempre di arrangiarmi da sola. Però Max non è solo mio e quella spesa l’avevo anticipata io.

Sono rimasta un po’ con il messaggio scritto lì davanti.

Poi ho pensato: vabbè, glielo chiedo.

E l’ho inviato.”

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