“Pensavo che il problema della nostra generazione fosse la paura di impegnarsi, l’incapacità di comunicare, l’insicurezza cronica o magari la sindrome da visualizzazione compulsiva che ci impedisce di vivere la vita per stare appresso a un telefono. Invece no. Ho conosciuto questa ragazza, Alice. Ci frequentiamo, usciamo un po’ e, incredibilmente, tutto sembra andare per il verso giusto: uscite, risate, messaggi fino a tardi, nessun segnale inquietante.
Ieri sera, quindi, faccio il grande passo e le chiedo di iniziare a fare sul serio. Lei mi guarda, sorride e mi dice: “Ci penso e ti faccio sapere”. Io tranquillo. In fondo c’era feeling, mi sembrava una risposta onesta. Oggi le scrivo per avere il verdetto. Mi aspettavo un sì, un no, al massimo un “non so cosa provo”. Invece scopro che il mio vero rivale in amore non è un ex fidanzato, non è un collega palestrato e nemmeno quello che le mette like a tutte le storie.
È un algoritmo di intelligenza artificiale. A quanto pare, prima di scegliere me doveva consultare ChatGPT. Leggete!”
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