“Convivevamo da due anni, e pensavo di conoscerla davvero. Lei era disordinata e istintiva, invece io più calmo e metodico. Ci bilanciavamo in un certo senso dato che eravamo tipo “gli opposti che si attraggono”. Poi senza preavviso, mi scrive: “Non spaventarti, ma ho affittato un’altra casa.”

Lì è stato come un fulmine a ciel sereno e ho capito, o meglio realizzato, che qualcosa si era rotto. Ma una volta che ho cercato di capire del perchè lei mi giurava di no. Dice che non è una rottura, che mi ama ancora, ma ha bisogno di spazio, di respirare, di “ritrovarsi”.

Che nella nostra casa si sentiva soffocata, giudicata, quasi osservata. Io invece da questa sua scelta vedo solo distanza, un modo elegante per andarsene senza dire addio. Dice che lo fa anche per me, per darci aria, per “salvare la coppia”. Ma non capisco come si possa salvare qualcosa smettendo di viverlo. Forse a volte la libertà non è un atto di coraggio, ma la scusa perfetta per scappare.E mentre lei parla di “spazio”, io mi accorgo che ha solo cancellato il nostro.”

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