“Mi chiamo Isabella e un po’ più di un anno fa ho perso purtroppo il mio compagno per colpa di una malattia subdola e silenziosa. Quando è arrivata la diagnosi sapevamo che non avremmo avuto ancora molto tempo.

Io ho solo 32 anni e lui ne aveva 34 quando se ne è andato. Ho lottato con tanti sentimenti da quando è successo, ma la rabbia per questa ingiustizia è stata una fase fin troppo lunga. Poi sono andata in cura da una psicologa. Ovviamente sia lei sia mia sorella che gli amici mi dicono che devo rifarmi una vita. E me lo diceva anche lui. Diceva che mai e poi mai avrebbe voluto vedermi triste.

Ma come si fa a ricominciare a vivere dopo una cosa del genere? Nell’ultimo anno, dopo la rabbia, sono sprofondata nell’apatia. Dovevo forzarmi per fare qualunque cosa…il giorno del suo primo anniversario non riuscivo ad alzarmi da letto, così ho indossato una sua felpa per sentirlo più vicino. Era la mia preferita ma non l’avevo mai più toccata. Ad un certo punto mia sorella mi scrive per sapere come stessi… e questa nostra chat ha registrato una scoperta che mi ha fatto quasi fermare il cuore…”

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