“Cari lettori di Spunte vorrei iniziare la mia storia con un piccolo disclaimer. Anzi due.

Il primo è una esortazione a cercare aiuto quando vi rendete conto che il vostro comportamento e le vostre convinzioni vi fanno stare male. Non è un giudizio, sia chiaro, ma un vero e proprio appello a capire che se state soffrendo, a prescindere dalla situazione, è bene che valutiate con qualcuno se siete o meno in pericolo e se avete bisogno o no di un aiuto più approfondito. Ricordatevi sempre che tutti abbiamo le nostre debolezze ma solo chi va dallo psicoterapeuta prova a risolvere i problemi.

La seconda cosa che volevo dire è che quando qualcuno vi dice “questo è il mio numero privato, per favore non usiamolo per parlare di lavoro” la cosa giusta da fare è troncare immediatamente la conversazione e proseguire dove indicato.

C’è poi un terzo consiglio: se volete provare a vendicarvi di un ex o fargli dispetto non coinvolgete il suo terapeuta, prima di tutto non è la cosa più saggia da fare, ma poi che vantaggio mai avete da rompere le scatole a uno che se ne sta tranquillo per fatti suoi? Esiste il segreto professionale ed esiste anche il diritto alla privacy. E qua in questa conversazione qualcuno ha provato palesemente a superare un confine che non dovrebbe essere mai valicato…”

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