“Cari lettori, chi vi scrive oggi è un prete. So che non siete abituati a ricevere storie da parte di una figura ecclesiastica, penso di essere il primo. Forse. Uno dei ragazzi dell’oratorio mi ha fatto scoprire la vostra pagina mesi fa…e così eccomi qua.

Vi chiederete perché un prete decide di rivolgersi a una pagina come la vostra e la risposta è breve: sono in crisi, non posso parlarne con nessuno e so che voi pubblicate in anonimato.

Capirete perché ho scelto di cancellare il mio nome e quello della persona con la quale parlo nella chat, che è una mia collaboratrice. La persona che un tempo sarebbe stata chiamata ‘perpetua’. Non voglio che nessuno possa riconoscermi…e appunto so che molti dei ragazzi che frequentano l’oratorio sono vostri lettori. Anche se non sono loro a preoccuparmi.

Io non devo spiegarvi nulla, credo dalla chat si capisca tutto.

Sono però in grave difficoltà perché devo prendere una decisione per domenica prossima…e non so cosa fare. Ho chiesto anche un segno, ma ancora niente…

Magari sarete voi a darmelo.

Io ci spero tanto. Un saluto a tutti voi.”

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