“Ciao! Mi chiamo Simona e per il compleanno di mio figlio Leo io e suo papà abbiamo deciso di regalargli una consolle portatile. Di quelle che puoi giocare ai giochi anche se non sei a casa. La desiderava da mesi e, quando l’ha scartata, aveva gli occhi lucidi, come fosse il tesoro più prezioso del mondo.
Il giorno dopo ha voluto portarla al parco per farla vedere a Tommaso, il suo amichetto del cuore. Ero tranquilla: Leo era uscito con Tommaso e sua mamma, come era già successo altre volte. Quando è tornato a casa però, l’ho visto diverso. Aveva una faccia tirata, triste, come se gli fosse rimasto qualcosa in gola. Mi ha raccontato poi a modo suo quello che era successo e io, senza accusare nessuno, ho deciso di scrivere alla mamma di Tommaso per capire. Pensavo bastasse parlarne da adulte. Invece mi sono trovata davanti un muro, risposte fredde e una rigidità che mi hanno lasciata senza parole.
Ma, il giorno dopo, i nostri bimbi mi hanno stupita… Hanno risolto la faccenda a modo loro, un modo tenerissimo e mi sono resa conto di quanto a volte loro siano più maturi di noi.”
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