“Ciao SpunteBlu, mi chiamo Elena, ho 28 anni e fino a qualche giorno fa ero convinta di conoscere bene mio padre. Cioè, parliamo di un uomo che manda vocali da 7 secondi solo per dire “ok”, mette il punto alla fine dei messaggi come se stesse chiudendo un contratto e chiama ancora il Wi-Fi “la linea”. Insomma, zero sorprese.
Lui e mia madre stanno insieme da una vita e io li ho sempre visti come una coppia dolce, tranquilla, di quelle che la sera guardano la tv, commentano il telegiornale e litigano su chi ha lasciato la luce accesa in corridoio. Una normalità rassicurante, forse pure un po’ noiosa, ma a me andava benissimo così.
Poi è arrivato un messaggio.
Uno di quei messaggi che non sono per te, ma ormai li hai letti. Uno di quelli che ti fanno fissare lo schermo, rileggere tre volte, controllare il nome del contatto e chiederti se per caso sei entrata in una dimensione parallela. Tutto per uno scambio di chat. Tutto per una distrazione di mio padre.
E da lì, fidatevi, ho scoperto cose che una figlia non dovrebbe mai scoprire.”
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