“Mi chiamo Giulio e, da quando sono diventato padre, ho imparato una verità che nessuno ti dice: non esistono scelte “giuste”, esistono solo scelte che fai tremando, cercando di non far tremare tuo figlio. Io ci provo ogni giorno. Provo a essere il suo porto sicuro mentre dentro di me c’è ancora mare mosso. Provo a sorridere senza sentirmi colpevole, a ricostruire una vita senza avere la sensazione di rubare spazio a chi non c’è più. E intanto Mattia cresce, e io con lui: più stanco, più attento, più fragile.

Perché quando sei padre non puoi permetterti il lusso di pensare solo a te. Anche quando vorresti. Anche quando ti senti solo. Anche quando ti sembra che l’amore, quello nuovo, ti stia chiedendo un prezzo che non avevi previsto. Io mi ritrovo sempre lì: a pesare parole, gesti, silenzi. A scegliere il bene di mio figlio, anche se mi spezza.

Quello che è successo oggi mi ha messo davanti a una di quelle decisioni che ti cambiano. Prima di giudicarmi, vi chiedo di leggere. E poi ditemi: voi, al mio posto, cosa avreste fatto?”

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