“Mi chiamo Nicola e lavorare con Enzo nell’ufficio logistica di un’azienda di un paese così piccolo ti costringe a fare i conti con la realtà: qui le relazioni si cementano tra un caffè alle otto del mattino e i costanti reclami dei clienti sui furgoni in ritardo. In un anno passati gomito a gomito a condividere scartoffie, pensavo che tra noi fosse nata una bella intesa, una di quelle amicizie genuine che non hanno bisogno di calcoli. Enzo sta per compiere quarant’anni, un traguardo che in provincia di solito significa una grigliata o una tavolata alla buona dove conta solo stare insieme.
Ho sempre creduto che il denaro dovesse restare fuori dai rapporti umani, che il valore di un legame si misurasse dalla voglia di esserci, non dal conto in banca. Ma l’altra mattina ogni mia certezza si è schiantata contro lo schermo del telefono. Enzo ha inviato su WhatsApp la locandina per la sua festa ad una famosa villa della zona e quello che ho letto mi ha letteralmente tolto il fiato, ridefinendo il concetto di cinismo applicato ai sentimenti.”
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