“Ho scoperto il tradimento per caso. Non un rossetto sulla camicia, non un messaggio lasciato aperto per sbaglio. È stato un dettaglio tecnico, una sincronizzazione automatica che non doveva esserci e che invece ha fatto comparire sul mio schermo una conversazione che non avrei mai dovuto leggere. All’inizio ho pensato di aver capito male. Ho riletto tre volte. Poi ho capito che non c’era nessun equivoco. Non era una battuta, non era un flirt innocente. Era organizzazione. Era desiderio. Era attesa. Non ho fatto scenate. Non ho urlato. Non le ho chiesto spiegazioni. Ho fatto una cosa molto più semplice e molto più fredda: ho cambiato il numero dell’amante con il mio, salvandolo con il suo nome. Il suo vero numero l’ho messo altrove. Lei non si è accorta di nulla. Ha continuato a scrivere, a progettare, a raccontarsi. Volevo vedere fin dove arrivava e volevo leggere tutto con tanto di prove. E soprattutto volevo capire se fosse solo un errore… o se io fossi stato l’unico a non sapere da quanto tempo andava avanti.”
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