“Mi chiamo Marco, sono relativamente giovane e sono un uomo come tanti. Perlomeno i miei amici dicono così. Vivo e sto da molto tempo con Alessia, anche lei una donna come tante, meravigliosa, fantastica. Stiamo per avere un bambino. L’ho scoperto già un po’ di tempo fa, l’ho comunicato solamente ai più stretti perché lo ritenevo giusto, e adesso sto diffondendo la notizia ad altri amici e soprattutto ai parenti. Tutto normale, no? Una classica situazione normale di una famiglia normale. Quanto non sopporto questa parola. “Normale”. Come se esistesse un manuale che ti dice cosa è o cosa non è normale. Come se esistessero effettivamente delle situazioni che sono normali o che non lo sono. Sono bugie. La normalità è la nostra quotidianità, quella che ci costruiamo noi, non esiste giusto o sbagliato. Ho condiviso questa conversazione con i miei genitori perché loro, da questo punto di vista, sono il peggio del peggio. Se siete come loro, se pensate a farvi paladini contro problemi che non esistono e che non sono problemi, se avete una mente chiusa a mille anni fa, questa storia non fa per voi.”
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