“Sono Ginevra, ho partorito due gemelli da poche settimane e sto letteralmente sopravvivendo, non vivendo. Le mie giornate sono un infinito susseguirsi di pannolini, biberon, pianti e lavatrici. E vomito. Dormo forse due ore a notte, rigorosamente spezzate, allatto a ciclo continuo e la mia sanità mentale è appesa a un filo sempre più sottile.

Ogni mattina mio marito Federico esce di casa fresco, profumato e vestito di tutto punto per andare in ufficio, mentre io resto a combattere una guerra senza tregua con due neonati che sembrano essersi messi d’accordo per non chiudere mai gli occhi nello stesso momento.

Il contributo di mio marito? Nullo, non pervenuto.

Oggi poi sto genio mi ha scritto per darmi quella che, nella sua testa, era una “fantastica” notizia. I suoi genitori vivono in una RSA perché non sono più autosufficienti (lei ha la demenza, lui è in sedia a rotelle): purtroppo la retta mensile della struttura è aumentata ancora. E lui ha pensato di risolvere tutto con una soluzione che definire assurda è poco.

Leggete la chat e ditemi sinceramente se una persona lucida può avere un’idea del genere.

Perché io, a questo punto, non so davvero più chi ho sposato.”

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