“Mio parere personale: vivere nel 2026 significa assistere quotidianamente al trionfo dell’assurdo sul buonsenso. Siamo arrivati a un punto in cui il mercato non vende più oggetti, ma provocazioni confezionate per chi ha troppi soldi e poca memoria di cosa significhi il valore reale. I compleanni sono diventati il palcoscenico perfetto per questa follia collettiva: non si festeggia più un anno di vita, ma la capacità di possedere l’ultimo feticcio virale prodotto da qualche brand di lusso. Ho visto gente fare la fila per scarpe distrutte vendute a prezzi da utilitaria o accessori che sembrano usciti da un cassonetto e che invece costano mesi di stipendio. È un sistema che si nutre della nostra insicurezza, convincendoci che più una cosa è palesemente inutile e costosa, più ci renda speciali o “alla moda”. Io ho sempre cercato di restare fuori da questo circo, perlomeno finché non si è avvicinato il compleanno della mia ragazza e lei mi ha chiesto, con assoluta serietà, il nuovo vestito di cartone di Balenciaga da ottomila euro.”

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