“Raga, io lo so che “suocera” è praticamente una categoria a parte, tipo i carboidrati: tutti dicono che bisogna starci attenti, ma poi ti ritrovi sempre a farci i conti.
Sono Martina e sto organizzando il matrimonio con Alessio, tutto bello, emozione, ansia, liste infinite, parenti che spuntano dal nulla… finché non entra in scena lei: sua madre Rosa. Che non è cattiva, eh. Anzi, a modo suo è affettuosa. Però da quando abbiamo fissato la data sembra vivere questa cosa come se le stessero portando via qualcosa. Non “il figlio che cresce e si fa la sua vita”, ma proprio… il figlio. Punto. Io cerco di essere comprensiva, di non prendermela, di rispettare il loro legame (che è fortissimo, ok). Però a un certo punto ti chiedi: ma è normale che un matrimonio venga percepito come una separazione? Che ogni scelta diventi un messaggio nascosto? Che anche una cosa simbolica possa trasformarsi in una specie di “territorio”?
Quindi la domanda che mi faccio è una sola: ma davvero le suocere patiscono così tanto il matrimonio del loro figlio maschio?! Da arrivare a questo punto?! Illuminatemi”
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