“Cinque anni insieme di cui due di convivenza. Non sono mai stato una cima in casa, e lo so: ogni volta che provavo a sistemare qualcosa finivo quasi sempre per peggiorare la situazione. All’inizio sembrava una barzelletta, ci ridevamo su.

Poi quelle risate hanno lasciato spazio al fastidio, alle discussioni, a sguardi che ti fanno sentire sempre meno all’altezza, soprattutto da parte di suo padre. Io pensavo che bastasse lavorare, esserci, rispettarla in tutto: sono cresciuto con questi valori. Ma per lei non era sufficiente.

Ho capito dopo che ogni piccolo errore diventava la prova che non ero l’uomo giusto. E mentre io mi convincevo che l’amore fosse anche accettare i difetti dell’altro, lei invece vacillava. Ma ditemi: affidarsi a chi ti dà più sicurezza, che male c’è? È stato questo a far crollare tutto, non tanto i miei errori, ma la certezza che per lei non bastassi più. E allora mi chiedo: meritavo davvero quello che mi è successo? Meritavo di arrivare a questo punto? Io credo di no.”

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