“Fino al giorno della firma era tutto perfetto. Dopo due traslochi falliti, ero sicuro che questa sarebbe stata la volta buona: la casa definitiva. Lei era la più felice, ripeteva che finalmente aveva trovato il posto giusto, che lì ci saremmo sistemati per davvero. Io mi sono fidato del suo entusiasmo, nonostante i sacrifici e i conti tirati. Ma già durante il trasloco qualcosa stava cambiando.
Non avevo ancora finito di portare dentro tutte i cartoni che ha iniziato a vedere difetti ovunque: la strada troppo sporca, l’odore della fabbrica poco distante attirava un numero gigantesco di insetti, i mobili della casa che improvvisamente non le andavano più bene.
Ogni volta che provavo a rassicurarla, lei trovava un nuovo problema. E come se non bastasse, nel giro di pochi giorni aveva già cominciato a discutere con i vicini, trovando motivi di conflitto anche lì facendosi riconoscere. È stato allora che mi sono fermato a pensare: forse il vero problema non era la casa, la zona o chi ci stava attorno. Forse il problema era proprio lei e io non ne potevo più.”



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